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Dormì a lungo, completamente spossata per le prove che suo padre le faceva sostenere, e per la maggior parte del tempo ebbe un sonno tranquillo, profondo, senza sogni, anche se ogni tanto le pareva di rivivere ancora quelle scene che avevano costituito l’illusione di suo padre.
Si risvegliò che era già sera, e per un istante ebbe l’impressione di non aver dormito per niente, ma le ci volle ben poco per rendersi conto che al contrario erano già passate quasi 24 ore.
Wow, un record, fino a quel momento era arrivata solo fino a 18 (..).
Non sapeva quanto mancasse alla fine di quell’addestramento (personalmente sperava di averlo quasi completato, in effetti), aveva assolutamente bisogno di dormire in un letto vero e di farsi una doccia vera, perché in effetti cominciava a sentirsi un po’ ..
sporca.
Quando si svegliò, richiuse un attimo gli occhi, attendendo qualche secondo per prepararsi psicologicamente, poi decise che non aveva più dieci anni e si mise seduta, salutando il padre in tono..
allegro.
Si chiese per un istante se quel bizzarro color rosso acceso fosse ancora appiccicato alle sue iridi, e sperò proprio di no
(anche se aveva la sensazione che fosse proprio così), perché in fin dei conti la faceva sembrare un po’ troppo assatanata.
Sapersi difendere andava bene, ma spaventare le persone solo guardandole non era propriamente il caso..
Max non sembrava avere la minima intenzione di perdere tempo, difatti, appena Trish dimostrò di essere abbastanza sveglia per stare in piedi da sola, lui cominciò a parlare, forse pure lui stufo di vivere nella foresta come un uomo primitivo (anche se in effetti
lei viveva nella foresta, lui si limitava ad andarla a trovare quando non dormiva xD).
~Allora Trish, ti manca poco, molto poco. Hai migliorato forza, riflessi, agilità, vista e resistenza alle illusioni. Devi solamente fare in modo che tutte queste cose... spariscano e tornino quando ti servono. Per farlo...~
Ah ecco, ora doveva imparare a far andare via gli occhi da assatanata, come li avrebbe chiamati lei da quel momento in poi.
Seguì con lo sguardo ogni movimento del padre, senza dire nulla, e sbuffò quando si rese conto che avrebbe dovuto sostenere un’altra di quelle fastidiose illusioni.
Un giorno di quelli avrebbe dovuto insegnarle come crearle, sarebbe stato uno scherzetto carino per i professori quando le davano 3..
~...Devi liberarti di questa illusione. E quando ci riuscirai, sarà finito questo allenamento. Ma non preoccuparti, nulla di spaventoso. Solamente... sarà qualcosa di così tremendamente perfetto che non te ne renderai conto. Pronta?~
Un ultimo sforzo? Un’ultima prova? Poi avrebbe potuto farsi una doccia, mangiare tutto quello che trovava e guardarsi allo specchio senza spaventarsi da sola?
Meraviglioso, allora non le restava che tenere duro, anche se la prospettiva di combattere contro un’illusione tremendamente perfetta e vincere non era qualcosa di così...consolante.
Dopo alcuni secondi, rendendosi conto che quel
“Pronta?” non era completamente retorico, fece un respiro profondo e mormorò un:
“Pronta”Sperando solo che duri poco.
Chissà perché aveva l’impressione che questa volta Max avrebbe seguito ogni suo movimento..nella sua testa..bello, come al cinema.
Sperava solo di non fare qualche mossa completamente stupida.
Chiuse gli occhi, e dopo alcuni secondi li riaprì, ritrovandosi in una stanza completamente bianca, senza la minima idea di dove fosse e di come ci fosse arrivata.
Non c’era nessuno lì con lei, non faceva ne caldo ne freddo, non c’erano finestre e il pavimenti si confondeva con i muri.
Fece alcuni passi, rendendosi conto che più che una stanza sembrava un lungo corridoio.
Poi sentì un rumore soffocato, e davanti a se comparve una figura irriconoscibile.
Lentamente i suoi tratti si definirono, e piano piano Trish si rese conto che più che una persona sembrava uno specchio.
Era in tutto e per tutto identica a lei, a parte il dettaglio degli occhi, che Trish era convinta di avere ancora rossi, mentre la sua fotocopia esibiva tranquillamente le sue iridi verde acceso, a cui Trish era tanto abituata.
All’inizio la sua
gemella le sorrise, e pareva avere quasi buone intenzioni, ma quando fu completamente chiara la sua forma, la sconosciuta, che era a poco più di un metro da Trish, fece uno scatto verso di lei, tentando di colpirla con un calcio.
Ma Trish, con sua grande sorpresa, riuscì ad evitarlo, nonostante quella figura paresse avere la sua stessa forza di prima.
Prima che quell’addestramento iniziasse.Ma la finta Trish non si diede per vinta, e fece un altro scatto, tentando di colpirla con una spallata, ma anche questo attacco non andò a segno.
Poi però la sua fotocopia fece una mossa che la vera Trish non si aspettava, e questa volta riuscì a colpirla, con un pugno al viso.
Poco dopo la ragazza sentì un rivolo di sangue scendere sulla guancia.
Fece finta di essere in difficoltà, e mentre la sua falsa copia si avvicinava si preparò ad attaccare.
Quando fu a portata di mano sferrò un pugno verso il suo viso, e, senza nemmeno guardare il risultato di questo attacco, si spostò con maggiore velocità di quanto credesse di avere, portandosi dietro di lei.
Subito appoggiò le proprie mani sulla
sua testa, e, non senza una certa impressione, e tentò di girarle il collo in maniera letale.
Se tutto fosse andato come prevedeva, doveva ammettere che lei stessa, pochi giorni prima, non sarebbe stata in grado di sopravvivere ad un attacco simile.